FESTIVALETTERATURA 2012

 

Giovedì 6 settembre sono andata a curiosare al Festivaletteratura di Mantova, che offre a studiosi e curiosi ad adulti, giovani e bambini cinque giornate all’insegna delle belle lettere, della filosofia, della saggistica, del cinema, dell’arte, del gioco e dell’ospitalità: sì, perché nonostante i danni subiti da persone ed edifici durante il recente terremoto i Mantovani hanno voluto onorare questo loro impegno nato nel 1997.

Il programma appare ben nutrito: gli eventi, che si susseguono con un ritmo serrato dal 5 al 9 settembre, sotto un bel sole ricomparso dopo alcuni giorni di piogge battenti, sono oltre 200.

Laura Boella, in una mezz’ora tanto intensa quanto chiara ha presentato la sua ultima opera Il coraggio dell’etica. Per una nuova immaginazione morale. Contrariamente alla moda del momento, che propone un’etica istantanea, la studiosa, docente ordinaria di Filosofia morale presso l’Università statale di Milano ha impiegato dieci anni per la stesura di questo volume di 220 pagine.

Laura Boella ospite del Festivaletteratura di Mantova il 6 settembre 2012

Già dalla copertina, in cui compare san Giorgio che uccide il drago, la filosofa dichiara il proprio atteggiamento guerriero di fronte alla catastrofe dello scorso secolo, da cui siamo usciti con un’etica minima, senza norme, senza Dio e nomade, dopo essere passati attraverso un’etica divenuta pura etichetta, che ha permesso la realizzazione del regime nazista.

In questo decennio la Boella si è confrontata non solo col pensiero femminile di Hannah Arendt e Simone Weil ma anche con scienziati e neuropsichiatri, impegnati a scoprire se in noi esista un “organo morale” automatico e involontario.

Anche l’arte e in particolare l’opera cinematografica di Krzysztof Kieślowski le hanno offerto numerosi spunti di riflessione.

Al termine del percorso la studiosa propone il proprio punto di vista per una riconquista dell’etica come pilastro dell’esistenza, attuando una sorta di rivoluzione copernicana, per cui, in antitesi con la tradizione filosofica e religiosa consolidata, pone all’origine dell’etica il bene.

L’ipotesi, infatti, che nasca dalla necessità di arginare il male pone all’agire etico dei limiti insormontabili, perché genetici.

La Boella conclude il suo intervento richiamando ciascuno all’impegno individuale per riqualificare eticamente quelli che sembrano i momenti più banali e ripetitivi della vita quotidiana, uscendo dalle abitudini.

 

 

 

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